30 maggio


30° GIORNO 
Ave Maria.

Invocazione. – Maria, Madre di misericordia, pregate per noi!


POTENZA DI MARIA

Gesù Cristo è Dio e uomo; ha due nature, la divina e l’umana, unite in una sola Persona. In virtù di questa unione ipostatica, Maria è pure misteriosamente imparentata con la SS. Trinità: con Colui che solo è per essenza Maestà infinita, Re dei re e Signore dei signori, quale Figlia primogenita dell’Eterno Padre, Madre tenerissima del Figlio di Dio incarnato e Sposa prediletta dello Spirito Santo.
Gesù, Re dell’universo, riflette sulla Madre sua Maria la gloria e la maestà e l’impero della sua regalità.
Gesù è onnipotente per natura; Maria, non per natura ma per grazia, partecipa dell’onnipotenza del Figlio.
Il titolo «Virgo potens» (Vergine potente) esprime la potenza di Maria. È raffigurata con la corona sul capo e lo scettro in mano, che sono i simboli della sua sovranità Quando la Madonna era su questa terra, diede saggio della sua potenza e precisamente nelle nozze di Cana. Gesù era al principio della vita pubblica, non aveva ancora operato alcun miracolo e non intendeva farne, non essendo ancora giunta l’ora. Maria espose il suo desiderio e Gesù si alzò da tavola, ordinò ai servi che riempissero di acqua i recipienti e subito avvenne il miracolo del cambiamento dell’acqua in vino prelibato.
Ora che la Madonna si trova nello stato di gloria, in Cielo, esercita la sua potenza in più larga scala. Tutti i tesori di grazia che Iddio elargisce, passano per le sue mani e, tanto la Corte Celeste quanto l’umanità, dopo che a Dio, inneggiano alla Regina del Cielo.
Volere ottenere grazie dal Signore e non rivolgersi alla Dispensatrice dei doni di Dio, è come se si volesse volare senza ali.
In tutti i tempi l’umanità ha sperimentato la potenza della Madre del Redentore e nessun credente si rifiuta di ricorrere a Maria nei bisogni spirituali e temporali. Si moltiplicano i templi ed i santuari, si assiepano i suoi Altari, s’implora e si piange davanti alla sua immagine, si sciolgono voti ed inni di ringraziamento: chi riacquista la sanità del corpo, chi rompe la catena dei peccati, chi raggiunge un alto grado di perfezione…
Davanti alla potenza, della Madonna, trema l’Inferno, si riempie di speranza il Purgatorio, esulta ogni anima pia.
La giustizia di Dio, che è terribile nel punire la colpa, cede alle suppliche della Vergine e si piega a misericordia e, se i fulmini del divino furore non colpiscono i peccatori, è per la potenza amorosa di Maria, che trattiene la mano del suo Divin Figliuolo.
Siano rese dunque grazie e benedizioni alla Regina del Cielo, nostra Madre e potente Mediatrice!
La protezione della Madonna si sperimenta specialmente con la recita del Rosario.


ESEMPIO

Il Padre Sebastiano Dal Campo, Gesuita, fu condotto schiavo in Africa dai Mori. Nelle sue sofferenze attingeva la forza dal Rosario. Con quanta fede invocava la Regina del Cielo!
La Madonna molto gradiva la preghiera del suo figlio prigioniero ed un giorno gli apparve per consolarlo, raccomandandogli d’interessarsi degli altri infelici prigionieri. – Anche loro, disse, sono miei figli! Vorrei che ti adoperassi ad istruirli nella fede. –
Il Sacerdote rispose: Madre, conoscete che non vogliono saperne di Religione! – Non scoraggiarti! Se tu insegnerai loro a pregarmi con il Rosario, a poco a poco diverranno pieghevoli. Io stessa ti porterò le corone. Oh, come piace in Paradiso questa preghiera! –
Dopo sì bella apparizione, Padre Sebastiano Dal Campo provò tanta gioia e forza, la quale crebbe quando la Madonna ritornò per consegnargli molte corone.
L’apostolato della recita del Rosario cambiò il cuore degli schiavi. Il Sacerdote fu ricompensato dalla Madonna con molti favori, uno dei quali fu questo: venne preso dalle mani della Vergine e miracolosamente messo in libertà, ricondotto tra i suoi Confratelli.

Fioretto. – Recitare le preghiere del mattino e della sera ed invitare gli altri della famiglia a fare altrettanto.

Giaculatoria. – Vergine potente, siate la nostra Avvocata presso Gesù!

(Tratto dal libretto “Maria Regina e Madre di Misericordia” del Salesiano Don Giuseppe Tomaselli)