Le feste che accendono in noi il desiderio del cielo

LA SETTIMANA SANTA

Come la settimana ha il suo inizio e il suo punto culminante nella celebrazione della domenica, contrassegnata dalla caratteristica pasquale, così il culmine di tutto l’anno liturgico rifulge nella celebrazione del sacro triduo pasquale della passione e risurrezione del Signore, preparata nella quaresima ed estesa gioiosamente per tutto il ciclo dei seguenti cinquanta giorni. Nella settimana santa la chiesa celebra i misteri della salvezza portati a compimento da Cristo negli ultimi giorni della sua vita, a cominciare dal suo ingresso messianico in Gerusalemme. Il tempo quaresimale continua fino al giovedì santo. Dalla messa vespertina “nella cena del Signore” inizia il triduo pasquale, che continua il venerdì santo “nella passione del Signore” e il sabato santo, ha il suo centro nella veglia pasquale e termina ai vespri della domenica di risurrezione.

La Settimana santa è la celebrazione dossologica della nostra fede nella sua morte e nella sua resurrezione. Non si tratta dunque di celebrare pietisticamente un evento di dolore ma di unirci al Signore che, respinto dagli uomini, fino alla morte in Croce, prega il Padre per la salvezza del mondo e con le braccia aperte attira e riunisce tutti i figli dispersi. Il cristiano, unito a Cristo fin dal Battesimo, pronuncia le parole della Sua angoscia, viene coinvolto nel rifiuto degli empi e nella vergogna della croce, restando fedelmente in attesa della resurrezione: solo così egli instaura nella verità una comunione profonda con il Signore e con tutti i perseguitati della terra. I salmi, i responsori, i cantici, le lamentazioni profetiche che costituiscono la preghiera di ogni giorno della Settimana santa devono accompagnarci nella contemplazione del grande mistero proclamato dalla lettura biblica, parola di Dio efficace, capace di farci morire e resuscitare con Cristo.

Per molti, il vivere la Settimana santa nella preghiera e nell’ascolto celebrando il mistero pasquale nella comunità cristiana, ha significato porre un fondamento decisivo alla loro fede. “La chiesa celebra ogni anno i grandi misteri dell’umana redenzione dalla Messa vespertina del Giovedì nella Cena del Signore, fino ai Vespri della domenica di Risurrezione. Questo spazio di tempo è ben chiamato il “triduo del crocifisso, del sepolto e del risorto” ed anche triduo pasquale, perché con la sua celebrazione è reso presente e si compie il mistero della Pasqua, cioè il passaggio del Signore da questo mondo al Padre” (Lettera circolare sulla preparazione e celebrazione delle feste pasquali = PCFP 38). La Pasqua è certamente la festa più importante dell’anno liturgico; nei tre giorni del triduo la Chiesa celebra l’unico grande mistero della nostra salvezza.

         La celebrazione del triduo pasquale è inserita nella cosiddetta “settimana santa”. Essa inizia la domenica prima della Pasqua che si chiama “Domenica delle palme e della Passione del Signore”. In questa Domenica si commemora l’ingresso messianico di Gesù in Gerusalemme. In esso la liturgia unisce il trionfo regale di Cristo e l’annuncio della sua passione (cfr. PCFP 28). In questo giorno la celebrazione dell’Eucaristia è preceduta da una processione che commemora l’ingresso di Gesù nella città santa. Vengono benedetti dei rami di palme e di ulivo che i fedeli, imitando le folle di Gerusalemme, portano in mano acclamando al Cristo Re e Signore e cantando, come i fanciulli degli Ebrei, il canto dell’Osanna.  Durante l’Eucaristia viene letto un racconto della Passione secondo uno dei Vangeli sinottici (anno A: Matteo; anno B: Marco; anno C: Luca).

         Nei giorni di Lunedì, Martedì e Mercoledì santo la liturgia ci fa rivivere, attraverso i racconti evangelici, gli ultimi giorni della vita del Cristo.

La messa del crisma e la riconciliazione dei penitenti

         La mattina del giovedì santo, o in un altro giorno della settimana santa, il Vescovo con il suo presbiterio, celebra nella Cattedrale la Messa del Crisma. In essa vengono benedetti l’olio degli infermi, quello dei catecumeni e l’olio del Crisma. In questa Eucaristia i presbiteri rinnovano le promesse sacerdotali e manifestano la loro comunione con il Vescovo diocesano nell’unico sacerdozio e nell’unico ministero di Cristo (PCFP 35). Il nuovo Crisma e il nuovo olio dei catecumeni che il Vescovo benedice in questa Messa serviranno poi durante la Veglia pasquale per la celebrazione dei Battesimi.

“È opportuno che il tempo quaresimale venga concluso, sia per i singoli fedeli che per tutta la comunità cristiana, con una celebrazione penitenziale per prepararsi ad una più intensa partecipazione del mistero pasquale (PCFP 37).