7 maggio

7° GIORNO

Ave Maria.

Invocazione. – Maria, Madre di misericordia, pregate per noi!


MARIA CONFORTO DEI CARCERATI

Gesù Cristo, trovandosi nel Getsemani, fu preso dai suoi nemici, fu legato e trascinato davanti al tribunale.
Il Figlio di Dio, l’innocenza in persona, essere trattato come un malfattore! Gesù nella sua Passione riparò per tutti e riparò anche per i malfattori e per gli assassini.
. Quelli che dovrebbero fare più compassione nella società, sono i carcerati; eppure o sono dimenticati o disprezzati. E’ carità rivolgere il pensiero a tanti infelici, perché anch’essi sono figli di Dio e nostri fratelli e Gesù considera fatto a sé ciò che si fa ai detenuti.
Quante pene affliggono il cuore del carcerato: l’onore perduto, la privazione di libertà, il distacco dalle persone care, il rimorso del male operato, il pensiero dei bisogni della famiglia! Chi soffre non merita disprezzo, ma compassione!
Si dirà: Hanno fatto il male e quindi lo paghino! – È vero che tanti sono abbruttiti nel vizio ed è meglio che stiano segregati dalla società; ma ci sono nelle prigioni anche degli innocenti, vittime della prepotenza; ci sono altri di buon cuore e che hanno commesso qualche reato in un momento di passione, di accecamento mentale. Bisognerebbe visitare qualche Casa Penale per rendersi conto delle sofferenze di questi infelici.
La Madonna è la Consolatrice degli afflitti e quindi è anche il conforto dei carcerati. Dall’alto dei Cieli guarda questi suoi figliuoli e li commisera, memore di quanto soffri Gesù allorché fu imprigionato; prega per essi, affinché si ravvedano e ritornino a Dio come il buon ladrone; ripara per i loro delitti ed ottieni la grazia della rassegnazione.
La Vergine vede in ogni carcerato una anima redenta dal Sangue del suo Gesù ed un suo figlio adottivo, bisognosissimo di misericordia.
Se vogliamo far cosa gradita a Maria, offriamole qualche opera buona della giornata a vantaggio di coloro che stanno nelle prigioni; offriamo specialmente la Santa Messa; la Comunione e il Rosario.
La nostra preghiera otterrà la conversione a qualche assassino, riparerà certi misfatti, gioverà a far risplendere l’innocenza di qualche condannato e sarà un’opera di misericordia spirituale.
Nel buio della notte si vedono le stelle e così nel dolore la luce della fede. Nelle prigioni alberga il dolore e sono più facili le conversioni.


ESEMPIO

Nella Casa Penale di Noto, ove scontavano circa cinquecento detenuti, si predicò un corso di Esercizi Spirituali.
Con quanta attenzione quegli infelici ascoltavano le prediche e quante lacrime brillavano su certi volti macilenti!
Chi era condannato per tutta la vita, che per trent’anni e chi per minor tempo; ma tutti quei cuori erano feriti e cercavano balsamo, il vero balsamo della Religione.
A chiusura degli Esercizi, venti Sacerdoti si prestarono ad ascoltare le confessioni. Il Vescovo volle celebrare la Santa Messa ed avere così la gioia di dare Gesù ai carcerati. Era edificante il silenzio, ammirevole il raccoglimento. Commovente il momento della Comunione! Una massa di centinaia di condannati, con le mani giunte e gli occhi bassi, sfilava in ordine per ricevere Gesù. Sembravano dei veri Frati supplicanti.
I Sacerdoti e più che tutto il Vescovo godevano del frutto di quella predicazione.
Quante anime si possono redimere nelle prigioni, se c’è chi prega per loro!

Fioretto. – Recitare il S. Rosario per coloro che stanno nelle prigioni. 

Giaculatoria. – Maria, Consolatrice degli, afflitti, pregate per i carcerati!

(Tratto dal libretto “Maria Regina e Madre di Misericordia” del Salesiano Don Giuseppe Tomaselli)