La fraternità di Pietraquaria

IMG_0000I cappuccini custodiscono il santuario di Maria Santissima di Pietraquaria dal 1878; antecedentemente essi vi andavano dal convento di Santa Maria in Vico per il servizio religioso nelle ricorrenze festive, finché nell’anno suddetto non vi presero stabile dimora.

Il santuario sorge sul Monte Salviano, dove all’origine si trovava un castellum (forse di epoca romana) andato distrutto verso la fine del secolo XIV, probabilmente a opera di violenti terremoti, più che di eventi bellici, come pur si ipotizza da alcuni, con riferimento a Carlo D’Angiò che nel 1268, dopo aver sconfitto Corradino di Svevia ai Piani Palentini, si sarebbe vendicato contro gli abitanti di Pietraquaria che avevano parteggiato con i conti di Albe (Berardo e il figlio Ruggero) alleati di Corradino.

In epoca cristiana fu edificata all’interno del castello la chiesa di Sanctus Petrus in aquaria, nella quale poi si venerò l’immagine della Madonna con Bambino, dipinta su tavola di pioppo in stile bizantineggiante, si suppone fra il XIII e il XIV secolo, con valore artistico originario ben superiore all’attuale. Essa fu incoronata con decreto del Capitolo Vaticano il 16 settembre 1838 a ringraziamento per lo scampato pericolo del colera (morbo asiatico), che nel 1837 aveva flagellato tutte le regioni d’Italia.

Nel 1840 fu affiancato al santuario un piccolo convento, ampliato nel 1881 per intervento del principe Alessandro Torlonia, il quale fece anche restaurare la chiesetta – quasi cadente dal 1879 per l’ingiuria del tempo e la violenza dei terremoti – e la fece allungare di otto metri, aggiungendovi inoltre un coretto e una sacrestia.

Nel piccolo convento di Pietraquaria trovarono asilo i nostri frati scampati alle rovine del terremoto del 1915 e di lì mossero per portare soccorso ai superstiti dell’immane catastrofe in Avezzano e per salvare le Sacre Specie di sotto le macerie della nostra chiesa di santa Maria in Vico, nonché delle chiese cittadine di S. Bartolomeo e di S. Giovanni, operazione riuscita impossibile nella chiesa di S. Rocco.

Per solennizzare il primo centenario dell’incoronazione dell’icona, il 2 luglio 1938 il vescovo dei Marsi, Mons. Pio Marcello Bagnoli carmelitano, consacrò la chiesa-santuario.

Il piccolo convento che fino al 1944 fu “ospizio” dipendente dal guardiano del convento cittadino di Avezzano, con decreto della s. congregazione per i religiosi il 10 novembre 1966 veniva canonicamente eretto a domus religiosa dell’Ordine cappuccino. Negli anni 1954-57 fu edificata, adiacente al conventino, la Domus Mariæ , opera della Diocesi affidata all’Istituto delle Suore Benedettine di Carità, come casa per esercizi spirituali.

Lavori d’ampliamento e restauro della chiesa, iniziati il 1 aprile 1968, si concludevano l’8 settembre 1969 con la riapertura al culto. Nel 1992-93 il santuario è stato abbellito con vetrate del pittore avezzanese Marcello Ercole.
Dal 1949 vi si pubblica La Voce del Santuario di Pietraquaria, periodico di spiritualità, formazione e presenza mariana.


 LA FRATERNITA’

fra Orante Elio D’Agostino – guardiano e rettore

fra Gaspare Vukavicario, economo e Parroco di Castelnuovo

fra Vittorino Capulli