L’educazione è una forma d’amore. E dura per sempre …


I bambini non hanno bisogno di grandi cose, ma di grandi affetti.
Educazione: una parola difficile. Qualche volta maltrattata. Spesso malvista. Le pedagogiste Elisabetta Rossini e Elena Urso applicano il loro metodo, immediato, vivace, giudizioso, per sollecitare profonde riflessioni su uno degli argomenti più conflittuali nel rapporto genitori-figli.

Un vocabolario familiare che affianca tutti coloro che sono in campo con i bambini nel compito di crescere insieme.


Amore
Ogni bambino ha il diritto a essere amato per ciò che è, non per ciò che vorremmo che fosse.

Ambivalenza
Quando un bambino piccolo, dopo essere stato sgridato, urla a gran voce “Voglio la mia mamma!” o “Voglio il mio papà!”, anche se la mamma e il papà sono proprio di fronte a lui, sta esprimendo un desiderio reale: rivuole davvero la sua mamma e il suo papà, ma quelli buoni e amorevoli. Più i bambini sono piccoli, meno sono capaci di conciliare sentimenti ambivalenti. Più i bambini sono piccoli, più hanno bisogno di essere amati sempre, anche quando i genitori sono arrabbiati con loro.

Aspettativa
Il più bravo sempre, a scuola, nello sport, nelle lingue straniere, fin da piccolo …
Perfetto, insomma!
Un bambino a cui è chiesto di essere così, però, non può crescere, perché ciò implicherebbe di procurare una delusione ai genitori. Solo se non si fa, si può essere perfetti.

Bacio magico
I bambini credono che un piccolo bacio su un graffio possa farlo guarire.
E ci credono perché si fidano di chi si prende cura di loro. Non è ingenuità, è fiducia incondizionata.

Bambini felici
l bambini felici sono quelli che possono permettersi di sentirsi anche tristi e arrabbiati senza doverlo nascondere ai grandi.

Bianco e nero
Per stimolare i neonati e la loro vista, è opportuno lasciare alla loro portata alcuni oggetti. Questi, però, non dovrebbero solo essere di colori tenui e tinte pastello. Dovrebbero essere a forte contrasto cromatico e l’ottimo è il contrasto bianco-nero.
Magari ci piacciono meno, perché più distanti da un’idea di tenerezza, ma piacciono molto di più ai piccoli. E questa è la cosa davvero importante!

Bugie
I bambini raccontano tante storie, piccole e grandi, che noi adulti spesso cataloghiamo come bugie.
Prima dell’età scolare, però, non c’è l’intenzionalità di mentire e le storie dei bambini possono nascere dal desiderio di autonomia, dall’incerto confine tra realtà e immaginazione, dalla paura di una punizione…
Ascoltiamo queste storie attentamente; se necessario, spieghiamo ai piccoli che cosa è giusto e cosa no, ma non chiamiamoli bugiardi. Alcune di queste storie nascondono desideri, altre paure, altre ancora punti di vista diversi. Tutte ci permettono di conoscere di più il bambino di fronte a noi.

Cibo
Assaggiare del cibo nuovo richiede molto coraggio per i bambini!
Ecco perché sono tanto abitudinari anche nel mangiare. Mettere in bocca qualcosa di consistenza e gusto sconosciuti può fare un po’ paura: è pur sempre una cosa estranea che entra nel loro corpo. Perseveriamo nel proporre cibi nuovi, ma non arrabbiamoci se i bambini fanno resistenza. Pian piano anche le cose nuove diventano familiari…

Coerenza
Immaginiamo un bambino che, prima di fare qualcosa, si ferma a pensare
“Questa cosa fa arrabbiare la mamma, ma non sempre, a volte sì e a volte no;
il papà, invece, non vuole che la faccia mai;
i nonni me la lasciano fare, ma non devo dirlo … ”
Abbiamo l’immagine di un bambino molto confuso!
Per le cose importanti, il pensiero di un bambino dovrebbe essere semplicemente: questa casa si può fare; questa non si può fare. Non è detto, certo, che poi non la faccia comunque. Ma in questo caso è una scelta propria del bambino e non deriva da una volitiva confusione …

Comportamenti Sbagliati
Quando un bambino si comporta male, è giusto intervenire perché non si comporti più così.
Un modo costruttivo di affrontare la situazione è coinvolgere il bambino, chiedergli cosa ritiene sbagliato di quel comportamento e invitarlo a ragionare su cosa potrebbe fare di diverso per stare meglio con sé e con gli altri.
È in questo modo che impara a capire bene che cosa è sbagliato. A volte il bambino ha già la soluzione
e il nostro compito è aiutarlo a trovarla.

Comprensione
“È scoppiato a piangere senza motivo…
si è arrabbiato per niente …
ha avuto una reazione aggressiva senza ragione…”
Spesso queste frasi sono spiegazioni ai comportamenti dei bambini.
Ma non possono essere considerate esaurienti, perché non contemplano un aspetto fondamentale:
“È scoppiato a piangere… si è arrabbiato … ha avuto una reazione aggressiva senza che IO riesca a capirne il motivo”

Comprensione e responsabilità
Capire perché un bambino si comporta in un certo modo è solo un primo passo da fare per educare, perché dopo la comprensione inizia la responsabilità: fornire una risposta adeguata al comportamento.
Comprendere il motivo di una reazione maleducata di un bambino non esaurisce il nostro compito. Il nostro compito inizia proprio lì, perché da lì iniziamo a educare. Capire è importante, ma agire in modo adeguato, pertinente e costruttivo è doveroso. Perché gli adulti siamo noi.

Conflitto
A volte pensiamo che, se i bambini si arrabbiano con noi, stiamo sbagliando qualcosa, perché li scontentiamo.
Il ruolo della famiglia, però, non è di accontentare, ma di educare. E l’educazione passa anche attraverso il conflitto.

Cosa ti piace?
Siamo spesso così preoccupati di organizzare per i bambini esperienze stimolanti, intelligenti, arricchenti, variegate, non scontate, esclusive … da dimenticarci di fare ogni tanto a loro la domanda più semplice: “Cosa ti piacerebbe fare?”